EDUSCOPIO


Fonte: Fondazione Agnelli


In questa pagina viene riportata una sintesi dell'analisi effettuata dalla Fondazione Agnelli, estratta dal sito eduscopio.it.

Per informazioni più dettagliate riferirsi al sito eduscopio.it

 

Metodologia per il confronto

 

Quali indicatori di performance?

Per comparare la capacità delle scuole di preparare per gli studi universitari si sono presi in considerazione due indicatori:

  • Media dei voti conseguiti agli esami universitari, ponderata per i crediti formativi di ciascun esame per tenere conto dei diversi carichi di lavoro ad essi associati;
  • Crediti formativi universitari ottenuti, in percentuale sul totale previsto.

Se considerati congiuntamente, i due indicatori sono in grado di dirci non solo quanti esami hanno superato gli studenti di una scuola (velocità negli studi) ma anche come li hanno superati (profitto degli studi).

 

Sono entrambi aspetti cruciali del successo nei percorsi universitari: superare tanti esami ma con voti bassi farà conseguire un titolo di scarso valore, perché molte cose che andavano imparate non sono state apprese adeguatamente; specularmente, prendere ottimi voti ma in tempi lunghissimi e ben superiori alla durata legale del corso di studi, spesso riflette un amore per il perfezionismo che non sempre si concilia con le esigenze di rapidità e concretezza della società contemporanea. Una recente ricerca della Fondazione Agnelli (I nuovi laureati. La riforma del 3+2 alla prova del mercato del lavoro, Editori Laterza, Bari, 2012) ha rivelato che i datori di lavoro tengono in forte considerazione l’età di conseguimento della laurea e spesso preferiscono laureati molto giovani, sebbene non a pieni voti, a laureati con voti alti ma sulla soglia dei trent’anni.

Per queste ragioni offriamo per la comparazione anche un indicatore sintetico che tenga conto al contempo della media e della percentuale di crediti conseguiti: l’Indice FGA.

L’Indice FGA riporta i due indicatori sulla stessa scala (da 0 a 100) e dà loro lo stesso peso (50%/50%).

 

Quali esami?

Guardiamo ai risultati conseguiti nel solo primo anno di corso per tre ragioni:

  • All’università bisogna partire con il piede giusto. Chi abbandona il corso di studi ha quasi sempre un libretto di esami vuoto al primo anno (studente inattivo). Dai dati dell’ANS risulta che oltre il 60% di coloro che abbandonano non ha sostenuto alcun esame. Se si considerano anche coloro che hanno sostenuto al massimo due esami nel primo biennio, la percentuale sale all’80%.
  • Una buona scuola favorisce innanzitutto un migliore impatto con l’università. Dopo il primo anno, il successo negli studi risente via via meno dell’influenza delle scuole di provenienza e sempre più dell’esperienza acquisita sul campo (come si frequenta un’università? qual è il miglior metodo di studio? come si struttura un piano di studi? come si programma il proprio calendario degli esami?).
  • I corsi di laurea hanno diverse articolazioni e durate. Per questo è preferibile confrontare gli esiti nel primo quando in ogni corso di laurea vengono impartiti gli insegnamenti di base propedeutici per l’intero percorso di studi.

 

 

Legenda per la lettura dei dati