Contributo d'istituto


COS'E' IL CONTRIBUTO D'ISTITUTO?

Molti credono che la scuola che frequentano i loro figli sia finanziata completamente dallo Stato, ossia hanno l’idea che lo Stato provveda a tutte le esigenze di cui una comunità scolastica ha bisogno. Purtroppo, che ci piaccia o no, che sia giusto o meno, non è così.

Senza il contributo delle famiglie molte delle attività che oggi vengono svolte (ciò che comunemente chiamiamo “Offerta Formativa”) non si potrebbero fare. La scuola si “autofinanzia” grazie all’aiuto delle famiglie. Con i soldi del contributo si migliora il servizio che la scuola può offrire ai ragazzi: si attrezzano le aule con i proiettori per svolgere lezioni in modo diverso, si potenziano i laboratori, si offrono corsi di recupero, si paga l'assicurazione (obbligatoria), si acquistano i libretti delle giustifiche (obbligatori), ecc. (vedi dettaglio successivo).

CHI STABILISCE IL CONTRIBUTO D'ISTITUTO?

La decisione di richiedere il contributo alle famiglie è regolata da una delibera del Consiglio di Istituto (delibera n.11 del 6 giugno 2017). La decisione non è del Dirigente scolastico, ma viene condivisa dalle famiglie stesse, poiché i rappresentanti dei genitori e degli studenti partecipano ai lavori del Consiglio di Istituto, organo che approva il Programma Annuale, sul quale sono indicati i progetti e le risorse ad essi destinati (compresi i contributi degli alunni con le relative finalizzazioni).

Per l’anno scolastico 2017-18 l’importo richiesto rimane invariato: 150 €. Per ogni altro figlio iscritto allo stesso anno scolastico il contributo diventa 100 €

SI PUO' OTTENERE L'ESENZIONE/RIDUZIONE PER REDDITO?

Se lo si considera (erroneamente) una tassa, è chiaro che si è indotti a chiedere una riduzione in base al reddito, allo stato di famiglia e ad altre detrazioni tipiche dell'imposizione fiscale.

In realtà non si tratta di una tassa, ma appunto di una somma che contribuisce a migliorare i servizi offerti agli studenti, per cui vengono meno i motivi fiscali di cui sopra.

 

Il contributo, però, è detraibile e le norme recenti hanno ampliato le ipotesi in cui il contribuente può usufruire della detrazione IRPEF per le spese sostenute per erogazioni liberali a favore di istituti scolastici di ogni ordine e grado, statali e paritari, pari al 19% dell'importo versato (vedi Legge 2 aprile 2007, n. 40).

SI PUO' RATEIZZARE?

Per venire incontro alle famiglie che hanno difficoltà ad effettuare il pagamento in un’unica soluzione, il Consiglio d’Istituto ha deliberato la possibilità di pagare il contributo in 2 rate:

per le classi dalla seconda alla quinta:

·         la prima rata di 70 € a febbraio, all’atto dell’iscrizione, e la seconda di 80 € a dicembre 

 

per le classi prime:

 ·         la prima rata di 70 € a luglio, all’atto della formalizzazione dell’iscrizione, e la seconda di 80 € a dicembre

IN CHE MODO SI VERSA IL CONTRIBUTO?

Il contributo può essere versato in una delle modalità indicate in questa pagina.

IN QUALI CASI IL CONTRIBUTO VIENE RESTITUITO?

Qualora lo studente, iscritto al Newton, decida di non frequentare questo istituto e di trasferirsi in un'altra scuola, potrà richiedere il rimborso del contributo già versato per l'anno scolastico a cui si riferisce.

La richiesta va indirizzata al Dirigente Scolastico dell’Istituto, entro il 30 settembre dell’anno  scolastico di riferimento, su apposito modello (S16_Modello per richiesta rimborso), indicando nella domanda il codice IBAN del conto corrente e l’intestatario a cui deve essere fatto il rimborso. Dopo tale data non sarà più possibile richiedere rimborsi.

COME E' STATO IMPEGNATO IL CONTRIBUTO NELL'A.S. 2016-17?

In un’ottica di massima trasparenza e per sottolineare ulteriormente l’importanza del contributo per l’istituto, si allega il rendiconto consuntivo, suddiviso per voci di spesa, dell’utilizzo del contributo delle famiglie nell’anno scolastico 2016/2017:

 

 

(Fonte: Relazione annuale DSGA - giugno 2017)
(Fonte: Relazione annuale DSGA - giugno 2017)

 

L’avanzo di  € 13.388,57 è confluito nell’avanzo di amministrazione.

 

Come si può vedere dal prospetto, le voci di bilancio che attingono dal contributo sono tante e diverse. La scuola per funzionare adeguatamente deve far fronte a tante spese; quelle pagate con il contributo delle famiglie sono finalizzate a offrire servizi e miglioramenti di cui può usufruire l’intera comunità degli studenti.

ALCUNI SI VANTANO DI NON PAGARLO, POSSO FARLO ANCH'IO?

Il contributo non è una tassa imposta dallo Stato e di conseguenza non è prevista alcuna sanzione per chi non contribuisce. Chi non paga il contributo, però, fa un danno all’intera collettività, toglie risorse alla scuola che cerca di fare il possibile, anche in questi periodi di ristrettezze, per non far mancare nulla ai propri studenti, per offrire quel livello di preparazione che contraddistingue il Newton dalle altre scuole. Per fare questo abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti, della collaborazione degli studenti e delle loro famiglie.

Non pagare il contributo NON può essere un elemento di vanto!

A conti fatti una famiglia che iscrive il proprio figliolo nel nostro istituto sta investendo sul suo futuro, sulla preparazione che gli consentirà di affrontare degnamente l’università… e lo sta facendo con una spesa di soli 41 centesimi al giorno. E’ il caso di rifletterci su prima di decidere di non contribuire.